L'ARTICOLO DEL MESE

FarFarFare di Martina Russo

Questo articolo di Martina Russo, pubblicato su Andersen n.382, racconta il progetto di FarFarFare: una risorsa – curata nei contenuti e nella grafica – pensata per gli educatori e i mediatori di cultura, per una didattica che esce dai confini scolastici e si apre al mondo, in cerca di connessioni.

Una newsletter, un magazine, un archivio.

Non è semplice dare una definizione ad un’iniziativa che – seppur consolidata da un anno di coerente sperimentazione – è in continua evoluzione, e par quasi vivere di vita propria anche tra le mani dei suoi – entusiasti – creatori, assumendo, mese dopo mese, i contorni di un progetto arioso, aggregante, a tratti visionario. FarFarFare nasce infatti da un’idea dei Ludosofici – associazione fondata da Ilaria Rodella e Francesco Mapelli nel 2010 “con lo scopo di attivare il pensiero critico, la consapevolezza e la creatività di bambini e adulti” – e dalle edizioni Corraini, pilastro di un’editoria fatta d’arte, pensiero laterale e ricerca. Non sorprende dunque che l’esito dell’iniziativa impulsata dalle due realtà sia molto più che interessante.

 

La redazione di FarFarFare ritratta da Gaia Scarpari

Ma partiamo dal principio: alla base del progetto c’è una newsletter settimanale che mensilmente si occupa di un tema specifico, approfondendolo attraverso alcuni contributi originali ed eterogenei, una proposta laboratoriale – ideata dai Ludosofici o da artisti “ospiti” – un elenco ragionato (come una bibliografia, una filmografia o una raccolta di quadri, spettacoli teatrali…), infine alcuni link su materiali esterni attinenti al tema. Tema che non deve essere inteso come un’etichetta rigida, ma come uno spunto di partenza; ad oggi si è parlato di Città, Nascita, Politica, Facce, Informazione, Rialzarsi e in previsione ci sono Natura e Prossimo, accompagnati tutti da una buona quantità di sottotemi esplorati volta per volta.

Le “uscite” della newsletter sono dunque quattro più un extra, pensato da una parte per accogliere i contenuti che non sono rientrati nella newsletter, dall’altro per dare ai lettori il tempo per raccogliere le idee, metterle in pratica e magari comunicarne gli esiti. Il tempo, d’altronde, è un altro degli elementi chiave di questo progetto che, pur servendosi di una tecnologia che per natura è istantanea e veloce, promuove la lentezza dell’attesa tra un numero e l’altro, dell’introiezione, della sperimentazione, della conoscenza e della condivisione. Ideali destinatari della newsletter sono, in una definizione ampia, tutti gli educatori: dagli insegnanti a chi si occupa di didattica a vario titolo, agli organizzatori di eventi che hanno voglia di mettersi in gioco. Insomma, a tutti i mediatori tra le proposte culturali e l’infanzia. FarFarFare è nata infatti nel pieno del lockdown, quando forzatamente le modalità di didattica si sono dovute adattare alla situazione e si è reso ancor più necessario trovare contenuti di qualità e imparare a divulgarli a distanza. Superati i limiti del confinamento, la proposta rimane tuttora valida, indipendentemente dall’evolversi della pandemia.

“L’idea è che i materiali non siano didascalici fatti e finiti, ma che sia sempre necessario che chi li utilizza debba farli propri e renderli fruibili per i propri scopi, con una sorta di interpretazione personale. Sono materiali che hanno bisogno di manipolazione – spiega Ilaria Rodella – I laboratori che proponiamo, ad esempio, talvolta vengono da esperienze pregresse, messe in pratica direttamente da noi Ludosofici, che qui vengono tradotti per essere adatti ai mediatori. Sono principalmente azioni destrutturate – penso ad esempio all’invito all’ascolto dell’ambiente naturale di Tiziano Fratus o alle passeggiate di Claudia Losi – : offrono una postura dello sguardo da cui poi derivano le azioni vere e proprie”.

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Azioni che vengono solo suggerite agli educatori lettori di FarFarFare, d’altronde, come precisa Pietro Corraini: “Non vogliamo sostituirci a chi si occupa di didattica e educazione (che implicano capacità immense, spesso poco considerate), ma creare strumenti che fungano da stimolo, dando vita ad un un archivio di possibilità, anche in contraddizione tra loro”. Su questa apparente contraddizione si è costruito il pensiero alla base del progetto: “La ricerca dei Ludosofici – specifica Rodella – si fonda anche anche sulla voglia di ‘andare di palo in frasca’: toccare campi diversi per restituire la complessità della realtà di tutti i giorni. La scuola è spesso considerata come qualcosa di esterno alla società, con percorsi di ricerca a sé stanti. FarFarFare parte invece dalla voglia di connessione e interconnessione tra il tessuto scolastico e il resto del mondo, e lo fa rendendo partecipi del progetto tante professionalità esterne alla scuola, per offrire una visione il più possibile ampia”. Dunque spazio a filosofi, artisti, direttori di museo ma anche a attivisti, grafici, archivisti del suono, clown… ne è nato un vero e proprio archivio, che in parte è accessibile gratuitamente, grazie ai contenuti disponibili sul sito farfarfare.it.

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La newsletter, invece, è veicolata con un abbonamento mensile o annuale, gestito tramite la piattaforma Steady, con cinque profili differenti, per sottoscrizioni singole o collettive. “Il pagamento di un contenuto digitale non è mai scontato – precisa Corraini – ma è importante per sottolineare la professionalità e il valore del lavoro che c’è dietro”.

Un lavoro che punta non solo sul contenuto di alta qualità, ma anche sull’estetica della proposta, con le illustrazioni di Gaia Scarpari che corredano ogni numero e la scelta di un colore guida per ognuno dei temi, scelto in modo molto singolare. La palette cromatica, infatti deriva di volta in volta da un diverso quadro della Pinacoteca di Brera, che viene scelto perché in qualche modo affine al tema affrontato. D’altronde anche l’educazione al bello conta e in questo entra sicuramente in gioco l’esperienza di una casa editrice attenta come Corraini: “È un’attitudine di default, ma nasce proprio dall’esigenza di opporsi a certi materiali veicolati con la didattica a distanza, di qualità grafica ed estetica bruttissima, indipendentemente dai contenuti. La dignità di un lavoro risiede anche in questo”.

Ma, lo dicevamo fin dal principio, FarFarFare non sembra voler rimanere nei confini di una struttura ormai ben rodata e i suoi creatori guardano oltre: “Il passo successivo è quello di mettere in connessione gli abbonati. Abbiamo capito che una comunità educante c’è eccome, e ha voglia di mettersi in gioco” racconta Corraini. “Vogliamo offrire piccoli cambiamenti nell’abitudine di fruizione dei contenuti e per farlo stiamo studiando anche la possibilità di interazioni dal vivo, ma lo stiamo facendo con la dovuta riflessione, al momento anche utilizzando i social in maniera molto parsimoniosa” aggiunge Rodella. La natura plastica di FarFarFare non incasella dunque il progetto dentro uno schema rigido, sarà allora ancor più interessante seguirlo e scoprire cosa riserva per i prossimi mesi questo intrigante vaso di pandora a cadenza settimanale.

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