|
|
Come non si prepara un portfolio
di Mario Gomboli
 |
 |
 |
Più di un decalogo per aspiranti illustratori: undici consigli su cosa non mettere nel portfolio e su cosa fare negli incontri dilavoro, giusto per provare ad averlo (un lavoro). |
|
|
Ho scoperto con (relativo) stupore, durante incontri e stages che mi capita tenere in qualità di “autore per l'infanzia” (così vengo pomposamente definito negli inviti), che non pochi giovani aspiranti illustratori leggono con interesse Andersen. Potrei già considerarla una nota di merito, se me lo dicessero quando me li trovo davanti in qualità di esaminatore (mi capita di fare anche questo) del loro portfolio. Già, i portfolio, quelle cartelle piene di disegni che questi ragazzi di belle speranze si portano in giro, stand dopo stand alla Fiera di Bologna. A loro dedico questo decalogo al contrario, che forse potrebbe entrare nella collana dei “Consigli di Luporosso”:
COME NON SI PREPARA
UN PORTFOLIO
1. NON ...mettere nel tuo portfolio tutti i disegni realizzati durante un corso scolastico. Gli esercizi che i prof hanno assegnato sono - con minime differenze - sempre gli stessi, in tutte le scuole di illustrazione di tutta Italia. Gli esaminatori del tuo portfolio vogliono poter apprezzare la tua originalità, non sorbirsi l'ennesimo “pomodoro iperrealista con la goccia di rugiada scintillante”.
2. NON ...mettere nei tuo portfolio schizzi a biro su tovagliolini di carta o retri delle ricevute fiscali della pizzeria, fatti al telefono mentre ascoltavi il blabla di un’amica. Neanche se sono, o almeno ti sembrano, “freschi” e bellissimi. Se ne vale la pena, rifalli “in bella copia” su un foglio bianco degno di questo nome. Se poi non sei in grado di rifarli altrettanto bene, cosa li mostri a fare? Quando mai ti venisse commissionato un elaborato analogo, non potresti soddisfare la richiesta… a meno forse di ritelefonare alla succitata amica.
3. NON ...mettere nel tuo portfolio niente di cui tu per primo non sia piú che convinto e soddisfatto. Nulla è più frustrante, per chi esamina criticamente un portfolio ed è
disponibile a commenti puntuali, che sentirsi dire in risposta a un'osservazione: “In effetti non piace neppure a me” oppure: “Lo so, non è granché, ma questa è roba vecchia, adesso faccio di meglio”. L'esaminatore penserà, o peggio ti dirà: “Ma allora, perché mi ha mostrato quella robaccia, facendomi anche perdere tempo a commentarla?”
4. NON ...difendere a oltranza il tuo lavoro criticato, comportandoti come se fossi a un esame e aspirassi almeno alla sufficienza. Se quello che presenti non piace a chi lo sta analizzando, non gli piacerà checché tu possa dire: lascia perdere e passa ad altro, e se non hai alternative cerca altrove chi possa apprezzare il tuo lavoro, altrimenti perderete tempo in due. E il tempo di chi ti sta di fronte, dispiace dirlo ma è così, vale più del tuo.
5. NON ...mettere nel tuo portfolio originali sciolti (magari disegni a carboncino su carta ruvida o acquerelli delicatissimi) invece che protetti da buste trasparenti: I'esaminatore potrebbe avere le mani unticce di sushi e rovinarteli (se è un cafone… ma non illuderti che la specie sia in estinzione) oppure tenerli a distanza per evitare di toccarli, per buona educazione e rispetto del tuo lavoro (capita, sia pur raramente).
6. NON ...illuderti di far scena mettendo illustrazioni formato francobollo su un passepartout nero di dimensioni simili al Corriere della Sera. Gli art director imbambolano tradizionalmente i loro clienti boccaloni con tecniche analoghe, ma proprio per questo sanno bene quanto siano truffaldine, e pertanto non sopportano che un giovane esordiente pensi di poterli intortare con questi biechi trucchetti.
7. NON ...illuderti di stupire mostrando tanto materiale di tanti “stili e tecniche” diversi, a riprova del tuo multiforme ingegno. Chi seleziona i collaboratori sa che non esiste nessuno “bravissimo” in tutti i campi, e il fatto di vedere tante variazioni sul tema lo conferma solo nella sua, probabile, prima impressione: sei giovane e devi ancora trovare la tua strada. Il che è fisiologico, ma per lui non ha valenza positiva.
8. NON ...pensare che esista un portfolio “buono per tutte le stagioni”. La tua presentazione deve essere mirata al papabile cliente: inutile portare nudi femminili a un editore per l'infanzia o buffi animaletti a Playboy. Il portfolio è a fogli mobili proprio per essere confezionato diversamente ad ogni occasione, altrimenti tanto varrebbe rilegarlo in marocchino. Quindi non andare a mostrare il tuo portfolio senza esserti prima informato su cosa produce il tuo referente, senza aver almeno tentato di saperne di più sul tuo interlocutore e la sua Azienda (fa un bell’effetto sentire un aspirante collaboratore che ti si presenta dicendo: “Ma lei è proprio quello che ha fatto quella cosa là”? con tono ammirato. Il narcisismo è malattia diffusa, nell'ambiente. E internet è facile fonte di informazioni), e soprattutto MAI presentarsi senza un appuntamento. Una volta informato puntualmente su quello che potrebbe interessare al papabile cliente, mostragli solo elaborati coerenti... al più, nelle pagine in fondo al tuo portfolio, lascia qualche tavola di altra logica, tecnica o stile… giusto perché non si sa mai.
9. NON ...contare su un semplice biglietto da visita, anche se “artistico”, per lasciare la tua reperibilità. Prepara sempre delle fotocopie delle tavole di cui vai più fiero, su cui appaiano anche le tue coordinate: per chi ti cercasse in futuro, sarà più facile abbinare un nome a “Quel tipo di disegno che adesso andrebbe proprio bene”. Se ti accorgi che l'interesse è focalizzato su disegni diversi da quelli che avevi privilegiato, chiedi gentilmente di poterli fotocopiare in loco, cosi che ne resti traccia.
10. NON ...lasciare mai in giro disegni originali: non è professionale, è rischioso e infine imbarazzante (per ambo le parti) qualora ti capitasse di chiederli di ritorno e fossero andati persi. Se il tuo interlocutore è interessato a un’immagine non fotocopiabile al volo (magari perché a colori e tutti gli scanner della redazione sono impegnati), chiedi un minimo di tempo per poterne recapitare una copia. E poi non dimenticarti di farlo (è successo) e, ancora, non trascurare di allegare nuovamente le tue coordinate.
Infine, fuori decalogo…
NON dare MAI l'impressione di sentirti un “artista” (anche se ti consideri tale). Gli artisti fanno paura agli art director, perchè “vanno dove li porta il cuore” mentre il committente vuole che vadano dove lui indica di andare, senza deviazioni emotive o emozionali. Chi vuol fare l'illustratore deve sentirsi un professionista che lavora su commissione e che pertanto, compatibilmente con i suoi gusti e le sue capacità, riesce a trasferire sulla carta quello che sta nella testa di chi gli dà un incarico. Non nella SUA testa.
Concludo augurando, sinceramente, buona fortuna a tutti i portatori di porfolio.
Anch’io ho cominciato così, vagando di redazione in redazione e commettendo quasi tutti gli errori di cui sopra.
|
|
 |
 |
|
 |
Editoriale
di Barbara Schiaffino
Il mondo delle lettere, e non solo, piange in questi giorni due maestri come Carlo Fruttero e Vincenzo Consolo; anche il mondo del libro per ragazzi vive una nuova perdita - dopo quelle di Luciano Comida e Guido Petter - con la scomparsa di Roberto Luciani. Non solo un brillante autore di tanti testi e illustrazioni, ma un progettista culturale per l'infanzia a tutto tondo, e un grande e generoso maestro per i suoi collaboratori più giovani. Lo ricorderemo in un prossimo numero insieme alle persone che con lui hanno condiviso belle avventure editoriali. Lo si ricorderà anche a Bologna in occasione dell'imminente Fiera internazionale del libro per ragazzi che quest'anno ci dà appuntamento dal 19 al 22 marzo.
In questo numero troverete, oltre al consueto profilo dell'illustratore di copertina e la messe di segnalazioni e recensioni, due contributi su infanzia e poesia firmati a Pietro Formentini e Teresa Porcella, un articolo sulla traduzione dei libri per ragazzi, uno sguardo sulle infanzie dal mondo attraverso le fotografie di James Mollison, il racconto di un'altra esperienza educativa, gli Orti di pace in Sicilia. E ancora - magari proprio in vista della Fiera di Bologna - alcuni consigli di Mario Gomboli rivolti ai giovani illustratori in cerca di nuove collaborazioni.
Nel frattempo la mostra “Viaggio in Italia. Cultura, storia e paesaggi italiani nei libri per l'infanzia”, da noi curata per l'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, della quale vi avevamo già parlato in gennaio, è ora pronta per l'inaugurazione. Sarà visitabile nella capitale nipponica dal 3 al 18 febbraio, poi continuerà il suo viaggio nel Paese del Sol Levante, prima a Osaka (maggio) e poi a Yokohama (giugno). Una nuova occasione per far conoscere il nostro Paese al di là degli stereotipi e, soprattutto, un'opportunità per valorizzare il lavoro creativo e progettuale dell'editoria italiana per bambini e ragazzi.
|
|
 |
Simone Rea
di Walter Fochesato
La professionalità rigorosa, il segno originale e l'umiltà di un illustratore che non si accontenta di accompagnare un testo con "equivalenze grafiche"
|
|
 |
Farepoesia, farerealtà | Il gomito delle guance
di Pietro Formentini | di Teresa Porcella
Continuiamo la nostra riflessione su poesia e infanzia, dopo i contributi sui numeri 274 e 281, ecco gli interventi dello scrittore Pietro Formentini e di Teresa Porcella, curatrice della collana "Il suono della conchiglia" di Motta Junior
|
|
 |
Tradurre non è un gioco da ragazzi!
di Anna Patrucco Becchi
Un seminario dedicato ai traduttori dal tedesco di libri per ragazzi offre una splendida opportunità per confrontarsi con colleghi provenienti da tutto il mondo e crescere professionalmente
|
|
 |
Orti di pace di Sicilia
di Mariangiola Garraffo e Maria Tomarchio
Nuove frontiere della didattica e sviluppo del territorio, una dirigente scolastica e una docente universitaria raccontano l'esperienza avviata all'Istituto Comprensivo Coppola di Catania
|
|
 |
La stanza dei bambini. Infanzie del mondo.
di Vera Salton
Alla scoperta dell'infanzia, delle tante infanzie del mondo, attraverso un percorso negli spazi più intimi: quelli deputati al sonno.
|
|
 |
Sono apparso alla lavagna
di Luca Novelli
Incontro d'autore con 50 nativi digitali
|
|
 |
Come non si prepara un portfolio
di Mario Gomboli
(vedi articolo a lato)
|
|
 |
Notiziario
a cura di Anselmo Roveda e Barbara Schiaffino
Ogni mese i più importanti appuntamenti del mondo dell'editoria, della scuola e della biblioteca. Le mostre, i convegni, i concorsi letterari e di illustrazione, i corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, il teatro per ragazzi, il cinema di animazione, i fumetti.
|
|
 |
CBN - Children's Book News
a cura di Barbara Schiaffino
Una panoramica internazionale su libri per bambini e ragazzi, premi letterari, casi editoriali, mostre, fiere del libro, iniziative di promozione della lettura e tutto ciò che ruota attorno al mondo della letteratura per ragazzi nel mondo.
|
|
 |
Libri & Collane
a cura della Redazione
Rubrica di segnalazioni delle novità editoriali per ragazzi: libri gioco, albi illustrati, romanzi, libri di divulgazione scientifica per i più piccoli.
|
|
 |
Vetrina
a cura di Walter Fochesato
Le recensioni delle più interessanti novità editoriali per bambini e ragazzi. I libri da non perdere, consigliati da importanti esperti del settore agli operatori culturali e ai genitori che vogliono scegliere i libri più adatti per i propri bambini.
|
|
|