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Israele a Torino
di Matteo Corradini
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Con la nascita dello stato d’Israele rinasce la lingua ebraica
come lingua parlata e scritta dagli autori contemporanei.
Con la lingua nasce anche una nuova forma di letteratura. |
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Al Salon du Livre di Parigi (a marzo) e ora alla Fiera Internazionale del Libro a Torino (dall’8 al 12 maggio) Israele è il paese ospite ed occupa il posto d’onore. Ad una prima occhiata, l’invito festeggia i sessant’anni dalla fondazione del giovanissimo stato, mentre (per come la vedo io) celebra una singolarissima circostanza culturale. Meritano d’essere ricordati gli autori e le forme attraverso cui l’originalità israeliana si è espressa e continua ad esprimersi, ma qui in Italia e anche in Francia è invece nato un piccolo putiferio.
Alcuni movimenti politici e alcuni intellettuali italiani e stranieri (in particolare di lingua araba) hanno protestato vivamente, annullando la propria presenza (se scrittori) ed esortando un boicottaggio a danno delle manifestazioni, accusate di appoggiare la politica e le opere di quella nazione. I direttori delle due diverse fiere si sono difesi dall’accusa, e da noi ha voluto sbilanciarsi anche il presidente della Repubblica: hanno sollecitato il dialogo, invitando a distinguere tra cultura e politica, oppure più semplicemente mostrando come le prese di posizione degli scrittori israeliani più celebri siano contrarie a numerose azioni del loro stato.
La Stefi, in una bella vignetta di Grazia Nidasio, ci ricorda che l’editoria è nata con la Bibbia. Centinaia di anni dopo, con la fondazione di Israele nasce la letteratura israeliana, che prima non si sarebbe espressa nel mondo con un vero segno di distinzione. Ci sono ebrei americani che scrivono in inglese (dunque letteratura americana ed ebraica), ebrei francesi che scrivono in francese (letteratura d’oltralpe ed ebraica): con Israele, sessant’anni fa, rinasce davanti al mondo una lingua da parlare tutti i giorni, da insegnare ai bambini e non solo da scrivere. Con essa cresce una forma originale di letteratura, che poteva avere origine solo lì e solo in quel modo, con quella lingua e in quella terra. Insomma, senza Israele avremmo Philip Roth ma non Abraham Yehoshua o Uri Orlev. È difficile dire dov’è uno specifico ebraico nella letteratura mondiale, tanto è sfaccettata e complessa la materia: di certo è più facile ammettere che c’è uno specifico israeliano.
Sessant’anni fa, la nascita di Israele segnò l’inizio della convivenza in un unico luogo tra ebrei molto diversi per tradizioni, cultura, provenienza. E anche lingua. I polacchi parlavano polacco, i russi il russo, i tedeschi il tedesco... Molti però pregavano con le parole della lingua dei bisnonni, quell’ebraico biblico che nella diaspora si era diffuso nei testi scritti ma nella forma parlata era quasi morto. Meglio: dormiva. Il nascituro Stato d’Israele decise che quella sarebbe stata la propria lingua, la risvegliò, la rimise a nuovo come si rispolvera un vestito incantevole ritrovato nel cassettone, solo aggiustandone gli orli e qualche dettaglio. L’ebraico dei nostri giorni si presenta dunque come un intruglio di espressioni antichissime e vocaboli coniati come appena usciti, perché nella Bibbia nessuno scovava la loro presenza: bicicletta, occhiali, rete informatica… Il cioccolato si scrive in ebraico ma si legge in francese, chocolat.
Ritornando al boicottaggio, è usuale che alcuni politici o movimenti colgano ogni pretesto pur di mettersi in vista, anche appoggiando posizioni oltranziste (l’estremismo genera sempre un certo entusiasmo iniziale, poi tutto si spegne ma il proprio quarto d’ora di celebrità intanto lo si è portato a casa). Sono più gravi le dichiarazioni di alcuni scrittori ed esponenti riconosciuti della cultura (persone che in altre occasioni e sui temi della libertà – forse la propria – si sono mostrate aperte e combattive) che appoggiano una protesta insipida e incattivita, ricca di luoghi comuni. Dietro il boicottaggio c’è dell’antisionismo ma soprattutto, credo, una visione chiusa del mondo: abitudine che non dovrebbe far parte del carattere di uno scrittore. In aggiunta, si tende a coinvolgere per estensione quell’Israele più ampio che sono gli ebrei nel mondo, come si trattasse di un gruppo unico e compatto nelle idee e negli indirizzi.
Mi chiedo: essere in disaccordo con la politica o la storia stessa di uno stato significa essere nemici dei suoi abitanti, dei suoi scrittori, delle persone che vi sono nate? Trattare Israele come un qualsiasi governo che non rispetta i diritti umani mi sembra perlomeno affrettato, ma tanto più la sua presenza a Torino dovrebbe essere gradita: se lo stato ospite fosse la Cina oppure Cuba o la Somalia, noi boicotteremmo la manifestazione? Forse faremmo notare (anche con forza) che nei loro stati si vive male, ma di certo accoglieremmo a braccia aperte gli scrittori cinesi o cubani o somali. A Francoforte l’ospite sarà la Turchia: che si farà? Ogni nazione ha un armadio di scheletri, più o meno zeppo, ma nessun salone del libro è un altare: se ci sei, non vieni per forza santificato.
Nota a margine: una delle accuse dei boicottatori si basa sulla diceria che la fiera dovesse essere dedicata all’Egitto, ma ha subíto un cambio di rotta a favore di Israele. Seguendo il percorso di documenti e colloqui, si scopre invece che il paese inizialmente pensato come ospite doveva essere il Cile. Durante i successivi incontri con l’Egitto (nei primi mesi del 2007) il comitato organizzatore ha ricevuto la notizia di una grande mostra dedicata ai faraoni nella primavera del 2009, naturalmente a Torino, dove ha sede uno dei musei egizi più importanti al mondo. In accordo con gli interlocutori egiziani, un anno fa, la fiera di Torino ha stabilito dunque di ospitare l’Egitto proprio in quel periodo, per creare un doppio appuntamento che già si preannuncia attraente. La scelta di Israele è stata successiva a questi eventi.
Forse la cultura è lontana dai politici, ma non credo sia ininfluente sulla politica: una parte del valore della letteratura (anche di quella che, a volte con supponenza, viene chiamata “letteratura dell’infanzia”) sta proprio nella possibilità di aiutare i lettori a sognare, immaginare, vedere e soprattutto a volere luoghi diversi, orizzonti cambiati. Più d’una volta nella storia, la cultura è stata decisiva all’evoluzione della politica, in senso lato e in senso stretto. Al cambiamento del mondo, insomma. Nella storia degli ebrei, la cultura ha garantito resistenza e sopravvivenza: sta anche qui il valore della presenza degli israeliani a Torino, che accogliamo fraternamente.
Ciascuno a modo proprio, gli scrittori ci rivelano con le loro parole (quell’intruglio di espressioni antichissime e nuove di zecca) la durezza della realtà, la crudeltà della violenza. Ma ci mostrano anche la possibilità di vivere con occhi rinnovati, la voglia di passeggiare prima o poi in una terra nuova, qui e in Israele. Perché dovremmo restare a casa?
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Speciale ambiente
di Barbara Schiaffino
Le tematiche inerenti l’ambiente e i mutamenti climatici non hanno avuto troppo risalto nella campagna elettorale appena conclusa, eccezion fatta per l’emergenza rifiuti in Campania e la vicenda, strettamente connessa per via di presunte infiltrazioni tossiche nei terreni d’allevamento, della mozzarella di bufala. Vedremo. Dalle pagine di Andersen ci sembrava importante invece parlarne ora. Di ambiente e clima. Anche perché le questioni sul tavolo c’entrano fortemente con il nostro futuro, con l’idea di pianeta e qualità della vita che vogliamo consegnare ai piccoli di uomo, quelli stessi che vorremmo leggessero libri e frequentassero biblioteche e librerie. E poi in questo frangente fare come gli struzzi non è saggio. Mai lo è. Ma oggi non lo è a maggior ragione: la terra sotto la quale nascondere la testa rischia d’essere inquinata, pure quella. Per queste ragioni troverete nel numero corrente un ricco dossier monografico.
Scorrendo le pagine troverete anche un reportage dalla casa di Mino Milani per festeggiarne gli ottanta anni, un articolo sulla presenza della letteratura israeliana alla Fiera del Libro di Torino (dall’8 al 12 maggio) e poi le attese terne dei finalisti del Premio Andersen – Il Mondo dell’Infanzia 2008.
Al Premio ci si avvicina a grandi passi: la premiazione si svolgerà venerdì 16 maggio a Sestri Levante, come momento centrale di una giornata tutta dedicata alla cultura dell’infanzia, ideale anteprima dell’Andersen Festival (Sestri Levante, 22/25 maggio). Per chi volesse godere del fine settimana ligure, confidando nel sole dopo queste piogge, sabato 17 maggio, a Genova, c’è un altro appuntamento organizzato dal Distretto 2030 del Rotary in collaborazione con la nostra rivista: una tavola rotonda su mass media e educazione, i dettagli nel Notiziario.
Allora, buona primavera.
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PREMIO ANDERSEN 2008 IL MONDO DELL'IN FANZIA
PROGRAMMA
h 10.00
Premiazione delle scuole vincitrici
del Concorso Nazionale BIMBOIL, organizzato dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio
con il finanziamento del Ministero
per le Politiche Agricole e Forestali
- Divisione Ex VI, in collaborazione
con la rivista Andersen e con
la partecipazione dell'assessorato
alle Attività Produttive
del Comune di Sestri Levante.
h 11.00
Premiazione del Concorso Letterario La filastroccola 2008,
“Ricicli di-versi” per una filastrocca inedita dedicata al tema del riciclo, organizzato dalla rivista Andersen
in collaborazione con “Terra Futura”,
h 11.30
Premiazione del concorso nazionale
IL Sognalibro, dedicato
al più classico dei simboli della lettura
e riservato agli alunni delle scuole
primarie e secondarie di primo grado, organizzato dalla rivista Andersen sotto gli auspici del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali
- Istituto per il Libro
h. 15.00
Cerimonia di premiazione
del PREMIO ANDERSEN
IL MONDO DELL’INFANZIA
2008 - XXVII edizione
Il maggior riconoscimento italiano riservato alle migliori opere edite
in Italia nel settore dei libri
per ragazzi alla presenza
dei loro editori, autori, illustratori.
A questi premi si affiancano
alcuni speciali riconoscimenti
ai protagonisti di importanti
iniziative di promozione della lettura condotte in Italia da istituzioni,
enti locali, associazioni culturali.
h. 17.30
Proclamazione del vincitore
del Super Premio Andersen,
il Libro dell'Anno 2008.
I nomi dei vincitori per ciascuna categoria verranno resi noti venerdì 16 maggio.
Sul prossimo numero della rivista un ampio dossier illustrerà le scelte della giuria
composta dalla redazione di Andersen e dallo staff della Libreria dei Ragazzi di Milano.
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Allegra Agliardi
di Anselmo Roveda
Illustratrice versatile - è grafica oltre che illustratrice per diversi periodici e decoratrice d'interni e protagonista di diversi laboratori per adulti e bambini -, Allegra si muove sicura fra i temi delle diverse tradizioni figurative. Capace di coniugare sempre a una profonda ricerca personale le specificità dell'arte applicata, la Agliardi si proietta nel panorama internazionale che la vede attiva in collaborazioni sia nel campo pubblicitario che editoriale e molto presente in importanti mostre come Illustrissimi di Riccione, Chioggia o la Fiera di Bologna.
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Israele a Torino
di Matteo Corradini
Vedi articolo a lato.
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Piazza dei soldatini di piombo, 18
di Vivian Lamarque
La casa d'autore visitata questo mese dalla nostra inviata speciale è quella dello scrittore Mino Milani che, nel cuore di Pavia, racconta di ricordi di montagna, Tommy River, la storia militare e la sua passione per il Risorgimento.
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Sulcis, si legge, si scrive
di Vittoria Negro
Undici anni fa nasceva a Santadi, nel sud della Sardegna, grazie alla preside illuminata di un istituto comprensivo, una manifestazione dedicata alla promozione della lettura.
Da allora LEGGERE...TRA PIACERE E SAPERE è diventato un attesissimo appuntamento che si è allargato ad un concorso esteso a tutto il territorio nazionale chiamato LEGGILO ANCHE TU – SCRIVILO ANCHE TU. Lo scopo è quellodi stimolare la lettura e scrittura creativa, avvicinare 'il continente' all'isola, condividere l'importante impegno di trasmettere l'amore per il mondo dei libri attraverso incontri, mostre e laboratori.
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Polemiche climatiche
di Gaetano Prisciantelli
I dati a disposizione oggi ci confermano la responsabilità dell'uomo nella crisi climatica, anche se la validità di queste affermazioni è ancora oggetto di una discussione che ha coinvolto il mondo politico e, da poco, quello della scuola. Il dibattito è aperto anche grazie a numerose uscite editoriali che parlano di meccanismi climatici in relazione ai nostri comportamenti, meteorologia e crisid el riscaldamento globale.
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Buon compleanno Conai! 10 anni dedicati alla tutela dell'ambiente
di Stefania Peddis
Mentre l'emergenza dei rifiuti in Campania continua, si è festeggiato l'anniversario del più grande consorzio privato europeo costituito per il recupero, riciclo e valorizzazione dei materiali da imballaggio. Il Conai è un modello che rappresenta l'eccellenza a livello internazionale e, visti i notevoli risultati ottenuti in questi 10 anni, dimostra che vincere la 'monnezza' si può.
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Senza domande, senza risposte
di Mario Gomboli
Ovvero, come rompere il ghiaccio con il pubblico una volta giunti al fatidico momento delle domande, senza dover promettere premi ed evitando le cosiddette domande 'intelligenti'.
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Notiziario
a cura di Anselmo Roveda e Barbara Schiaffino
Ogni mese i più importanti appuntamenti del mondo dellíeditoria, della scuola e della biblioteca. Le mostre, i convegni, i concorsi letterari e di illustrazione, i corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, il teatro per ragazzi, il cinema di animazione, i fumetti.
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Libri & Collane
a cura della Redazione
Rubrica di segnalazioni delle novità editoriali per ragazzi: libri gioco, albi illustrati, romanzi, libri di divulgazione scientifica per i più piccoli.
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Vetrina
a cura di Walter Fochesato
Le recensioni delle più interessanti novità editoriali per bambini e ragazzi. I libri da non perdere, consigliati da importanti esperti del settore agli operatori culturali e ai genitori che vogliono scegliere i libri più adatti per i propri bambini.
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