|
|
|
|
 |
|
"Sicuro - riprese il giardiniere che si era seduto alla turca. "All'inizio dato che erano un po' scialbi e biancastri, i topinambur avevano poca fiducia in se stessi, e poiché non si piacevano veramente, non potevano credere di poter piacere a qualcuno, e d'un tratto s'immaginarono di essere odiati e di doversi difendere. E dato che la miglior difesa è l'attacco, diventarono aggressivi. Più sono aggressivi, meno diventano gentili e più si sentono minacciati... Allora cercano tutte le ragioni per giustificare la loro violenza: parlano di legittima difesa, di purezza, di missione divina, di qualunque sciocchezza che permetta loro di combattere la paura facendo paura. Così finiscono per temere la pace. Non saprebbero più vivere la vita tranquilla di una comune verdura."
Amnesty International, Il grande libro dei diritti dei bambini |
|
 |
|
 |
 |
|
 |
Cara Paola,
finalmente trovo il tempo di scriverti dopo le vacanze. La vita della nuova scuola è piena di impegni, con tutte quelle verifiche e compiti... e poi da quando ci siamo trasferiti in questa città c'è tanto da fare. Cosa ti scrivo? Ecco! Mi è successa una cosa molto curiosa, che poi non ho neanche ben capito... ora ti racconto...
Martedì scorso ero in auto con mamma, quando al semaforo si avvicinò il solito tipo che sta ai semafori, quelli che cercano sempre di vendere qualcosa. Si chiamano extracomunitari (questo lo sai, vero?), ...insomma: viene dal mio lato dell'auto. Io salto su e chiudo subito il finestrino, proprio mentre scatta il verde e mamma riparte. "Bèh? Hai avuto paura? Mica ti mangia, sai?î mi fa.
"Ma no! - ho borbottato - Solo che potrebbero starsene a casa loro". In realtà ho avuto un po' di paura, anche perché da quando siamo qui sogno sempre che qualcuno mi rapisce e mi porta via (questo non dirlo in giro, però).
Il pomeriggio mamma è rientrata dal lavoro con un libro, e mi dice "Ehi tu! Ho preso in prestito questo libro dalla biblioteca qui vicino, vedi se ti piace..."
Era un librone giallo con questo titolo IL GRANDE LIBRO DEI DIRITTI DEI BAMBINI. In una delle pagine mamma aveva messo un foglietto a segnalibro con una sua scritta a penna: "che ne pensi del racconto del giardiniere?"
Mi è cascata subito la curiosità di leggere proprio lì, naturalmente.
Non te la faccio lunga. Anche perché mi sono stancato di scrivere.
Ti mando la fotocopia di questa pagina, secondo me c'entra qualcosa con la storia del semaforo, ma non ancora capisco bene.
Se ci capisci qualcosa tu scrivimi presto.
Non farti mangiare dalla scuola!
Ciao
Federico |
|
|