Premio Leggimi Forte 2018 V edizione

Quinta edizione del Premio Leggimi Forte. Il premio, distinto in due categorie, Bambini (V classe primaria e I media) e Ragazzi (II media e II superiore) viene assegnato da una giuria di oltre 250 alunni di varie scuole d’Italia. Al premio, promosso dall’Associazione For Children ed il Centro Leggimi Forte di Pomigliano d’Arco in collaborazione con Andersen, partecipano scuole della provincia di Napoli, della provincia di Modena e di Padova (Albignasego).

La sezione “Bambini” (V primaria e I sec. I grado) – quest’anno è alle prese con Vacanze in balcone (Biancoenero) di Fulvia Degl’Innocenti; La formula esatta della rivoluzione (Libri Volanti) di Fois – Masala – Gabos; Andromeda. Una principessa in pericolo di Silvia Roncaglia, Lapis; Il fantasma del generale di Guido Quarzo, Parapiglia 

La sezione “ragazzi”, quest’anno propone Il rinomato catalogo Walker & Down (Mondadori) di Davide Morosinotto, Il sole tra le dita (San Paolo) di Gabriele Clima; Vacanze pericolose (Salani) di Teresa Buongiorno; Il coccodrillo. Un avvenimento straordinario di Fëdor Dostoevskij, con le illustrazioni di Marco Marinangeli.

Le edizioni passate del Premio Leggimi Forte: IV Edizione – 2017 ; III Edizione – 2016 ; II Edizione – 2015 ; I Edizione – 2014

Qui di seguito le recensioni dei libri finalisti, selezionati dalla redazione della rivista Andersen e recensiti sulla rivista negli scorsi mesi.

SEZIONE BAMBINI

Vacanze in balcone (Biancoenero) di Fulvia Degl’Innocenti;
Il piccolo Tex Capossi (in omaggio all’eroe del fumetto) vive con la sua famiglia nella palazzina di via dei Crisantemi assieme alla sorella Brooke (come la protagonista di una nota soap americana) e insieme a papà, mamma e nonno, che da quando è rimasto vedovo non apre bocca e passa la giornata a ritagliare bollini dalle confezioni per partecipare ai concorsi a premi. La sua estate dovrebbe svolgersi pacifica, come ogni anno, sul litorale di Igea Marina, ma il licenziamento del padre rende impossibile l’attuarsi del solito programma. La questione si fa più complicata quando al circolo delle freccette il signor Capossi viene colto da uno dei suoi attacchi di “frottolite”, che consiste nell’abbellire la realtà facendosi prendere la mano, e annuncia agli astanti che tutta la famiglia quest’anno andrà ad abbronzarsi al sole delle Maldive grazie ad una vacanza vinta con i punti del supermercato. Come evitare al papà di dover confessare agli impiccioni del circolo l’amara realtà? La soluzione che il padre escogita è tanto geniale quanto complicata da portare avanti: la famiglia Capossi fingerà di partire e poi passerà tutto agosto chiusa in casa e sul balconcino, per sviluppare una credibile abbronzatura marittima e millantare effettivamente le ferie su un atollo. L’inconveniente porterà ciascuno dei partecipanti a questa cattività forzata a scoprire la bellezza di ritrovarsi a giocare a Trivial Pursuit quando fuori ci sono 40 gradi, a sperimentare capolavori culinari con cibo in scatola e a scoprire che stare insieme tutto il giorno tutto sommato non è poi così male.L’unico che potrebbe mettere in crisi la buona riuscita di questa complicata architettura di menzogne è il nonno, che per la gioia di avere sempre i familiari attorno ha ritrovato dopo anni la parola, e non è certo che possa “reggere il gioco”… Il libro – divertente e coinvolgente – è, come tutti quelli della casa editrice, ad “alta leggibilità”, ovvero è accessibile anche a chi ha specifiche difficoltà di lettura.

(Zelia Pastore su Andersen 348 – dicembre 2017)

La formula esatta della rivoluzione (Libri Volanti) di Fois – Masala – Gabos;
La sera del 14 luglio 1789 a Parigi nessuno può dormire. Neppure il giovane Armand. La città quel martedì è scossa da movimenti di popolo, è il giorno della presa della Bastiglia, la data simbolo della Rivoluzione francese.Armand è a casa, lontano dal cuore degli eventi, e non riesce a dormire. Si gira nel letto, il padre non è ancora rincasato. Marianne,la madre, lo rassicura; prova a non far trasparire l’angoscia che pure anch’essa vive, preoccupata com’è per le sorti di Hector, suo marito. Armand, sentita la madre rientrare nelle proprie stanze, sgattaiola verso le soffitte del palazzo. Dalla posizione sopraelevata continua a non vedere la strada, ma scorge in lontananza la Bastiglia in fiamme. Uno scalpiccio sul selciato prima e lo scatto del portone dopo, lo rassicurano: il padre sta tornando a casa. Non riuscendo a riguadagnare la propria camera in tempo, per evitare le inevitabili ramanzine dai genitori, si nasconde in attesa che la casa taccia di nuovo. Così finisce con l’ascoltare la conversazione tra Hector e Marianne; l’uomo non è solo, ha portato con sé un amico che ha bisogno di rifugio: il Marchese Antoine-Laurent de Lavoisier, per- sona di ideali vicini a quelli della rivoluzione ma pur sempre nobile e quindi in pericolo visti i tempi di spicce categorizzazioni. Il Marchese non è solo un nobile, è anche, soprattutto, uno scienziato; resterà a casa loro fino a quando le acque non si saranno calmate, lo faranno passare per un parente giunto in città per badare, come istitutore, agli studi di Armand. Il ragazzo, subito scoperto, giura di non aver sentito nulla. Poco importa, perché in breve la vita di ciascuno di loro verrà cambiata dal nuovo arrivo. Per Armand poi c’è qualcosa di più: irrompe nella sua vita anche Pierrette, la figlia adolescente di uno servitori del Marchese; sarà lei a fungere da “agente di collegamento”, portando provviste e facendo piccole commissioni nelle quali sarà presto affiancata dallo stesso Armand. Oltre Pierrette entra in scena prepotentemente anche la scienza. Lavoisier, infatti, non è solo un personaggio del romanzo è anche un personaggio storico, oggi considerato come uno dei padri della chimica moderna. Intrecci, misteri e avventure ci condurranno allora in una narrazione nella quale incontrare rivoluzioni politiche, con l’affermarsi delle idee di eguaglianza solidarietà e libertà, e rivoluzioni scientifiche, con il superamento di idee pseudoscientifiche come quelle del flogisto. Il tutto firmato da una squadra di sardi dall’orizzonte internazionale, dietro al libro troviamo infatti le penne di Marcello Fois e Alberto Masala, la curatela di Teresa Porcella e le matite di Otto Gabos. Sigilli di garanzia per un romanzo che inaugura una collana dedicata proprio alle rivoluzioni.
(Anselmo Roveda su Andersen 338 – dicembre 2016)

Andromeda. Una principessa in pericolo (Lapis) di Silvia Roncaglia;
[Dalla scheda dell’editore, la recensione presto sulle pagine di Andersen]
Figlia di Cefeo, re degli Etiopi, e di Cassiopea. Cassiopea aveva offeso le Neridi. Per punizione Posidone aveva mandato un mostro marino a razziare le coste del territorio del re Cefeo. L’assediato Cefeo si rivolse all’oracolo per salvare il suo popolo, il quale rispose che per quietare il mostro avrebbe dovuto sacrificare sua figlia: Andromeda. Ma Perseo, giunto sul cavallo alato Pegaso, farà di tutto per salvarla.

 

 

 

Il fantasma del generale (Parapiglia) di Guido Quarzo 
Estate del 1899, un nuovo secolo è all’orizzonte. Sono passati decenni rivoluzionari e altri sono pronti ad aprirsi, il futuro entra nel presente e lascia presagire nuove mirabolanti invenzioni. Del resto tutto è cambiato (l’Italia unita non ha ancora quaranta anni), sta cambiando o cambierà presto (e, ovviamente, non solo in Italia): i cavalli lasceranno il posto a bici e moto, le carrozze alle automobili, l’artigianato all’industria, il teatro al cinema, il gas per l’illuminazione all’elettricità. La superstizione alla scienza. Perfino nella più profonda e pacifica provincia – in un discosto paese, meta borghese di villeggiatura estiva – arriva il moderno. Arriva con le suggestive cartoline francesi, portate dalla città da Armandino, raffiguranti ipotesi sulla vita nell’anno 2000; quale curiosità andrà segnalato (lo fa l’autore in una nota finale) che si tratta di una serie realmente esistita, disegnata nel 1899 da Jean Marc Coté per una fabbrica di giocattoli.Arriva con le biciclette d’occasione portate fin lì, a sentir il loro venditore direttamente dalla capitale transalpina, da un ambulante soprannominato – ça va sans dire – Parigi. Arriva con le conferenze di un assiduo ospite vacanziero del paese: l’illustrissimo positivista professo- re Gustavo Lòmbrico (non sarà difficile scorgervi tratti di Cesare Lombroso; e una sua frase intorno alle biciclette, in effetti, offre spunti alla narrazione). Ma il moderno arriva in un tempo e in una società sospese; l’anelito del domani deve fare ancora i conti con un immaginario tenacemente radicato nelle fantasie del mondo rurale e preindustriale. Un mondo dove le fascinazioni del circo, con le sue mirabilia (e il suo monstrum: la freak Donna serpente) lasciano con il fiato sospeso il popolino e dubbiosi i giovani; dove i racconti leggendari sulle imprese non certe di uno sfuggente generale del passato (il fantasma del titolo) affascinano i ragazzi e offrono chiacchiera ai vecchi; dove l’emarginazione volontaria – forse pietosa, a protezione dal mondo – di un padre solo e di suo figlio, inconsueto nelle forme e nelle condotte, viene confusa nel pettegolezzo e nei timori di paese con le vicende dell’Uomo selvatico. Una storia appassionante, mossa da una riuscitissima galleria di personaggi, quale che sia il loro rilievo all’interno della storia. I materiali del fantastico giocano un ruolo decisivo, anch’essi nutriti dagli immaginari di passaggio secolo; dialoganti tanto con il racconto magico dei tempi di veglia quanto con le suggestioni, ancora mal comprese, del moderno. Basti guardare al potere delle portentose e straordinarie gemelle Lucilla e Nerina. Insomma, un graditissimo ritorno dopo le edizioni del 2000 e del 2010.
(Anselmo Roveda su Andersen 344 – luglio/agosto 2017)

 

SEZIONE RAGAZZI

Il rinomato catalogo Walker & Down (Mondadori) di Davide Morosinotto
Gli ingredienti del grande romanzo di viaggio e avventura ci sono tutti: il sud degli Stati Uniti nei primissimi anni del Nove- cento, gli inarrestabili progressi della tecnologia e del commercio, i paesaggi aspri e malsani, l’ostilità di un razzismo non certo latente, una società disciplinata dai privilegi della ricchezza e dalle violenti leggi del profitto, il punto di vista di chi ha da regolare i conti con la propria adolescenza… Situazioni e personaggi riaccendono all’i- stante le memorabili atmosfere che scorrono fra le pagine di Mark Twain: protagonisti del libro sono infatti quattro affiatatissimi amici – Eddie,Te Trois, Julie e il suo fratellino di colore, Tit – banda di indivisibili che si rifugia in una capanna segreta costruita sulla palude a fumare tabacco, scavare canoe nei tronchi di cipresso e progettare avventure. Sui quattro gioca un fascino irresistibile il mitico Catalogo Walker & Dawn, sorta di Bibbia illustrata con le sue duemila pagine di oggetti acquistabili per corrispondenza da tutta l’America; e a mettere in moto la storia sono tre dollari, il piccolo tesoro che i ragazzi tro- vano per caso e investono ordinando un revolver dal Catalogo. Invece della pistola ricevono un orologio d’argento rotto, appartenuto a un ferroviere dell’American Company, ma in poco tempo si rendono conto che intorno a questo inutile oggetto recapitato per sbaglio si nascondono grossi misteri e soprattutto la possibilità di un enorme guadagno. Sembra di vederli, incrociarsi e salutarsi con la mano a metà della navigazione: Huck Finn che discende il Mississippi in zattera, i nostri quattro lo risalgono controcorrente partendo dalle paludi del suo tortuoso delta, il Bayou. Fanno rotta verso Nord, prima a bordo della loro canoa, poi imbarcandosi con l’inganno su un battello a vapore verso New Orleans, Memphis, St. Louis e da qui, clan- destini su un treno che taglia sbuffando le verdi praterie, fino a Chicago, sede della Walker & Dawn e meta finale. Un’avventura di viaggio e di fuga, nell’affresco di un’epoca eccitante e violenta, che paura e suspense tingono di giallo: tutti ingredienti accostati e amalgamati con impeccabile ritmo e tenuta narrativa. E ad aggiungere credibilità psicologica la scelta di una scrittura che scompone e ricompone il romanzo, in un passaggio di testimone fra le voci dei quattro protagonisti, per altrettanti paralleli viaggi di formazione.
(Fausto Boccati su Andersen 335 – settembre 2016)

 

Il sole tra le dita (San Paolo) di Gabriele Clima
Dario è un adolescente sfrontato, lo incontriamo in presidenza accompagnato dalla prof. Delfrati a prendersi una ramanzina. Non deve essere la prima. Lui, a detta della prof, del resto è una mela marcia. E Dario se ne frega, sembra fregarsene, anche questa volta. Non lo tocca nulla. Non si lascia toccare da nulla, neanche dalla sfuriata del preside. Non ci sono punizioni possibili per lui, e anche quella paventata e agita questa volta non sembra riguardarlo per davvero. Gli toccherà entrare nel servizio qualcosa della scuola, insomma dovrà occuparsi per qualche tempo di un alunno disabile:Andy.
Per Dario, Andy è semplicemente un “handicappato”, per gli adulti di scuola invece è, solo perché più politicamente corretto, una “persona con handicap”. Questioni di nome, perché i grandi, pure chi sarebbe pre- posto a quello, sembrano non occuparsi davvero di Andy, si limitano ad avere meno problemi possibili, ad esporlo il meno possibile al mondo, anche solo all’aria del cortile. Dario però nei suoi marasmi adolescenziali – un vuoto dentro che non è solo quello dell’età ma pure frutto di un padre assente da nove anni e di una madre che non offre spiegazioni – ne fa una delle sue: scappa con Andy e la sua carrozzina. Destinazione Torre Saracena, un borgo non tropo lontano, forse. È da lì che gli sono arrivate le ultime notizie di suo padre, una cartolina superficiale. Dario, senza sapere bene perché, vuole rivederlo, e sempre senza sapere bene perché, parte con Andy, un ragazzo, poco più che immobile sulla sedie a rotelle, del quale non sa praticamente nulla. È l’inizio di una road story tutta italiana e provinciale, credibile e intensa. Lungo il viaggio – fatto di scoperte legate alla cura dell’altro (esistono pannolini per grandi!), di amicizie strampalate e di bar da panini al prosciutto – i due troveranno un ritmo proprio, un legame che andrà ben al di là della possibilità di comunicazione,alla voglia di divertir- si, alla profondità di pensiero e desideri finora solo intravisti in Andy dagli adulti. Un’amicizia. E mentre loro, tra qualche peripezia, si avvicinano a Torre Saracena, a scuola scoppia il legittimo finimondo. Preside e famiglie sono allarmati. Saranno i ragazzi a tornare, non prima però di un diversivo, grazie alla faccia tosta di Dario che li porta ad una festa di ragazzi bene e all’incontro con Nico, Nic, il padre. L’uomo abita in un furgone con Flora, una donna-albero stralunata. Dario vive una delusione, che forse già conosceva, ma trova anche un nuovo equilibrio. Il ritorno a scuola lo inchioda alle proprie responsabilità, e se la scorza è quella di sempre – nulla sembra toccarlo – dentro è successo qualcosa. Complice un airone ferito, un incontro tanto pregnante quanto rapido e soprattutto Andy. Che nel frattempo trova una vitalità inattesa. I giorni bui dopo l’avventura – Dario si è rintanato a casa – trovano ricomposizione con una visita del padre di Andy a casa del ragazzo. Vuole parlargli a quattrocchi e già Dario trema. Una denuncia già era stata minacciata. In realtà l’uomo ha capito che quell’inatteso miglioramento di Andy, la sua vivacità, ha a che fare con il rapporto con Dario, il primo a vederlo per davvero per quel che è: una persona. Un libro sorprendentemente bello, dove il tema scivoloso – e non originale in letteratura ragazzi – viene affrontato a passo certo, in modo genuino, senza indugi e sentimentalismi. C’è da sperare possa incontrare lettori, di ogni età. Se mi fidassi di più del cinema italiano, della sua capacità di non farcire di retorica buonista e di aneliti redentivi, lo consiglierei come soggetto; forse meglio attendere mani d’oltre Frejus o Brennero.
(Anselmo Roveda su Andersen 334 – luglio/agosto 2016)

Vacanze pericolose (Salani) di Teresa Buongiorno
Il viaggio di tre ragazze d’altri tempi. L’Europa è uscita da qualche anno dalla seconda guerra mondiale, la speranza prende il posto dell’avvilimento che ha segnato gli ultimi decenni, il boom economico è alle porte e l’orizzonte delle classi medie italiane si allarga. Tre giovani donne di buona famiglia – curiosamente accomunate dalla composizione del nome: un’Anna (ma di secondo nome Maria, la voce narrante), un’Anna Maria e una Marianna – vengono inviate dalle loro famiglie in Francia, in Costa Azzurra, al Collège International di Cannes per fare un’esperienza di apprendimento all’estero e imparare una lingua straniera. Il contesto è, dovrebbe essere, super norma- to e quindi del tutto rassicurante per le famiglie, sopratutto per quella, assai tradizionale, della protagonista. In realtà, complice l’adolescenza di ogni tempo con i suoi slanci, le tre incontreranno un contesto più libero e informale di quello di partenza, nel quale sperimentarsi e crescere. E dopo il Collège c’è tempo per una vacanza premio a Parigi e per un fuoriprogramma in Svizzera a raggiungere un amico. Piccole avventure quotidiane che restituiscono piacevolmente il sentire e i colori del tempo e dell’età. Teresa Buongiorno, qui in equilibrio tra ricordo e finzione, confeziona un libro piacevole e scorrevole, dalle scelte lessicali preci- se e con opportune chiose utili al giovane lettore contemporaneo a cogliere che al tempo, ad esempio, si viaggiava per lo più in treno e la maggiore età si conseguiva ai 21 anni. Un libro che seppur diversissimo, per temi e stile, mi ha ricordato, e fatto venire voglia di tornare a rileggere, Europa molto amore, un giallo italiano primi anni ‘60 di Giorgio Scerbanenco, nel quale due ragazze, un’italiana e una tedesca, compiono un viaggio che diventerà fuga tra Francia, Svizzera e Germania; lo trovate in catalogo Garzanti. Due letture da accompagnare, magari, con l’ascolto di Caterina Valente e Adamo, due artisti cosmopoliti.
(Anselmo Roveda su Andersen 345 – settembre 2017)

 

 

Il coccodrillo. Un avvenimento straordinario di Fëdor Dostoevskij, con le illustrazioni di Marco Marinangeli.
[La recensione del libro, a cura di Walter Fochesato sarà pubblicata sul numero di Andersen 349 (gennaio-febbraio 2018)]

 

 

 

 

[Queste recensioni sono state pubblicate sulle pagine della rivista Andersen, mensile italiano di letteratura per bambini e ragazzi. Su ogni numero rubriche di segnalazione delle più interessanti novità editoriali, storie, percorsi e nuove tendenze della letteratura, dell’illustrazione e della cultura per l’infanzia, con un taglio giornalistico che invita alla riflessione e all’approfondimento anche un pubblico non esclusivamente di settore. La rivista è distribuita su abbonamento, qui informazioni (e promozioni!).]

 

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