
In occasione di Educare alla lettura 2026, pubblichiamo dal nostro archivio l’articolo di Francesco Pellettieri (Andersen n. 425 -settembre 2025) dedicato al Catalogo degli Oggetti Smarriti InNatura di Silvia Bevilacqua (Mimebù, 2025). Un libro che ne custodisce molti altri, attraverso i quali mettersi alla ricerca di ciò che, nel rapporto con la natura, l’umanità ha smarrito ma può ancora recuperare. Educare alla lettura è un progetto promosso dal Salone del Libro con Cepell – Centro per il libro e la lettura e la direzione scientifica di Simone Giusti e Giusi Marchetta, un percorso focalizzato sull’orientamento e l’educazione civica per insegnanti di ogni ordine e grado, interessati ad approfondire conoscenze e competenze nell’ambito della letteratura per ragazzi e nella formazione dei ragazzi al piacere della lettura. La riflessione che emerge da questo articolo diventa materiale di approfondimento per i corsisti di questo percorso formativo al quale contribuisce anche la nostra rivista con consigli di lettura e idee da esplorare. Per sostenere il lavoro della nostra rivista e per leggere insieme a noi tutto l’anno, visita il bookshop e sottoscrivi un abbonamento!
Qualcosa nel rapporto tra gli esseri umani e la natura è cambiato: gli ambienti sono messi sempre più a rischio da un continuo sfruttamento; gran parte dell’umanità sembra incapace di entrare in relazione con altre forme di vita e pensiero; il pianeta tende a trasformarsi in un luogo sempre meno ospitale. È difficile dire con certezza quando e cosa sia accaduto di preciso. Dire che il legame si è rotto significherebbe riconoscere una perdita forse irreparabile e accettare un futuro inevitabile. Di certo, però, qualcosa si è smarrito.
È questa la prospettiva che Silvia Bevilacqua, studiosa di letteratura per l’infanzia e facilitatrice di Philosophy for Children, esplora nel Catalogo degli oggetti smarriti InNatura (Mimebù, pp. 256, euro 16,90). Una guida per orientarsi tra gli scaffali di un inconsueto Ufficio Oggetti Smarriti, dove prendono posto decine di libri di ogni genere e forma, custodi di ciò che abbiamo perduto e siamo invitati a ricercare.
Divisi in sette sezioni numerate, ogni volume è schedato meticolosamente: ne vengono indicati il titolo, una panoramica, il formato, l’età di lettura consigliata, la cosa conservata, la copertina e un suggerimento di lettura sul perché, dove e quando potrebbe essere letto. Una struttura solo apparentemente rigida, con cui l’autrice gioca, in un’operazione continua di decostruzione e smontaggio che ne rivela le potenzialità più sorprendenti attraverso soluzioni creative.
La più evidente di queste invenzioni è senza dubbio il termine “InNatura”, tutto attaccato. Per dire qualcosa che ancora non è stato detto o pienamente pensato occorre dotarsi di nuovi concetti. Così “InNatura” è usato per indicare un modo specifico di rapportarsi all’idea di natura: racchiude in sé l’appartenenza a essa, intesa come luogo e come soggetto, ma anche l’“innaturale”, che evoca la trasformazione negativa causata da un intervento umano privo di consapevolezza e cura verso la terra e l’umanità.
Se l’obiettivo dell’Ufficio Oggetti Smarriti InNatura è di sostenere una nuova visione del mondo e attivare azioni concrete, il Catalogo si configura come un indispensabile strumento operativo. Fornisce istruzioni su come avvicinarsi ai libri, come cercare ciò che custodiscono e, soprattutto, come praticare ciò che viene ritrovato.
Tra le pagine di Oliver Jeffers, Margaret Wise Brown, Wolf Erlbruch e molti altri grandi autori della letteratura pensata primariamente per l’infanzia, ma adatta a tutta l’umanità, siamo così chiamati a rintracciare il senso del limite, l’attenzione per l’importanza delle cose, la capacità fondamentale di porre domande. Un catalogo, per definizione, non rivela tutto di ciò che contiene: offre informazioni essenziali, tracce capaci di accendere curiosità e desiderio.
Il Catalogo degli oggetti smarriti InNatura non è per questo un manuale di soluzioni, ma un invito al pensiero. Una riflessione sulla letteratura stessa, elaborata a partire da un rapporto profondo con i libri e la natura – come mostrano le note autobiografiche che aprono e chiudono il volume – che intende svelare la possibilità, tutt’altro che scontata, di ritrovare ciò che credevamo perduto, ma anche ciò che non sapevamo più di dover cercare. Se ritrovare è possibile, allora è necessario assumersi la responsabilità della ricerca: una disponibilità ad ascoltare e scegliere che i libri aiutano a costruire, diventando strumenti fondamentali per orientarsi, interrogare e agire.
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Per i docenti: Andersen è uno strumento fondamentale per accompagnare i percorsi di educazione alla lettura, portando in classe le ultime novità editoriali, con materiali di approfondimento e spunti operativi. Il Ministero prevede anche quest’anno un rimborso del 90% per le scuole che decidono di attivare abbonamenti a riviste e quotidiani entro il 28 febbraio 2026. Come fare? Vi spieghiamo passo passo la procedura.

