INIZIATIVE

Immagina di essere in guerra: viaggio di un laboratorio

Immagina di essere in guerra premio andersen janne teller

31 gennaio 2018 – È stato finalista al Premio Andersen 2015, ma i libri importanti non esauriscono la loro vita nell’arco di pochi mesi: Immagina di essere in guerra (Feltrinelli, 2014) di Janne Teller, autrice danese proveniente da una famiglia di rifugiati austro-tedeschi, nel 2017 ha dato vita a un laboratorio tra lettura e teatro a cura di Daniela Carucci. Un progetto che prosegue anche nel 2018 con un secondo ciclo di altri dieci incontri, realizzati grazie alla collaborazione tra rivista Andersen e Goethe-Institut Genua. Un presidio della cultura tedesca in Italia che da tempo dedica speciale attenzione al fenomeno delle migrazioni, con iniziative e interventi che raccontano come i nostri due Paesi, al centro della cosiddetta “crisi europea dei rifugiati”, stiano affrontando il tema alla ricerca di soluzioni adeguate.

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Il libro, che si presenta al lettore con l’aspetto di un passaporto, parte da una domanda semplice e disarmante:

Se oggi in Italia ci fosse la guerra… tu dove andresti?

Spinge a chiedersi come sarebbe la nostra vita se fossimo profughi, a immedesimarci nell’esistenza di un altro. Da questo spunto, nasce l’idea di rivolgere ai ragazzi di alcune scuole secondarie di primo e secondo grado genovesi un momento di incontro che possa fare della lettura del libro un’esperienza concreta di condivisione delle emozioni, per meglio riflettere su un tema così urgente e attuale.

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Il laboratorio nel 2017 è stato rivolto anche a quaranta insegnanti di scuola secondaria di 1° grado partecipanti al corso di formazione “Educare alla lettura – Libriamoci”, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura e curato da Andersen e l’associazione Sherazade per il Coordinamento associazioni per la promozione e l’educazione alla lettura, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Genova.

IL LABORATORIO

Prima dell’incontro le classi lavorano su libri evocativi che introducono il tema dell’emigrazione, della guerra, della fuga: testi come L’Approdo di Shaun Tan (Tunué) o L’Isola di Greder (Orecchio Acerbo), né didascalici né troppo espliciti.

“Quando incontro gli studenti” racconta Daniela Carucci, reduce oggi dall’incontro nella scuola secondaria Bertani di Genova, “si entra da subito in un’altra dimensione che non è quella fatta di una classe con una cattedra, una prof e un libro da leggere.

“Ognuno è chiamato per nome e invitato a entrare in una stanza, da solo, con una benda tra le mani: con quel pezzo di stoffa bianca i ragazzi verranno bendati e, poco dopo, inizieranno ad ascoltare. Qualche giorno fa un ragazzo appena bendato ha detto a voce alta con una risatina: ‘mi sento in ostaggio’. Da quel momento è sceso il silenzio di tutti i suoi compagni, bendati anche loro. Da quel momento è iniziata la storia, ma loro c’erano già dentro.”

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ASCOLTANDO LE PAROLE DI JANNE TELLER

Il laboratorio, che il 9 febbraio farà tappa all’I.C. Cogorno di Ne (Genova), consente di mettersi in una condizione non consueta di ascolto, attraverso spostamenti semplici nello spazio, qualche oggetto “portato” dalla storia, un modo di usare la voce che ci fa scoprire qualcosa di più del racconto: una proposta di gioco teatrale inteso come possibilità di entrare dentro al mondo di qualcun altro, andando al di là delle proprie abitudini rassicuranti, sperimentando un diverso modo di portare le parole e di accoglierle.

Il calendario prosegue con incontri a Busalla, Marassi, Ronco Scrivia e infine Genova, parte integrante del programma di iniziative di promozione della lettura del Premio Andersen 2018.

Le fotografie sono di Emanuela Minetti e Caterina Pozzo

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