LE RECENSIONI DI ANDERSEN

Dieci narrazioni corali, tra la città e il mondo

Domenica 11 febbraio – Tra gli oltre venti titoli recensiti su Andersen n.409, nei consueti spazi “Vetrina” e “Scaffale” dedicati alle ultime novità editoriali, Caterina Ramonda racconta il nuovo romanzo di Christelle Dabos, già autrice della saga fantasy L’Attraversaspecchi. Qui, solo qui, tradotto ad arte da Alberto Bracci Testasecca e pubblicato da Edizioni E/O, è un romanzo a più voci, radicato nella realtà dell’adolescenza, ma che al tempo stesso interseca una dimensione fantastica.

«Una coabitazione tra la realtà più dura con forze sovrannaturali accettate dai protagonisti” scrive Caterina Ramonda, “per mettere sulla pagina i meccanismi dell’adolescenza all’interno del mondo della scuola. (…) Un libro necessario e doveroso per la sua cruda onestà.»

Per accompagnare la lettura di questo romanzo, abbiamo selezionato dieci titoli con narrazioni corali per guardare il mondo con occhi nuovi, un fil rouge che sarà al centro anche di uno degli incontri programmati per il progetto/premio “Mondo salvato dai ragazzini” organizzato da Kolibrì Napoli insieme alla rivista Andersen:

Il mondo dentro un quartiere

La strada ti chiama di Francesca Bonafini (Sinnos), vincitore del Premio Andersen come Miglior libro oltre i 12 anni nel 2023, è un romanzo a più voci, ambientato nella Toronto degli anni Settanta: ragazzi di origini diverse che affrontano la vertigine dei cambiamenti adolescenziali cercando un linguaggio per leggere il mondo.

Bar Einstein di Giuliana Facchini (Giralangolo): attraverso una scrittura corale, l’autrice rispecchia in modo fedele il bisogno di pluralità, confronto, scontro e dialogo dell’adolescenza. Una storia d’amore che si trasforma pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio.

Tornando a casa di Jason Reynolds (trad. Francesco Gulizia, Rizzoli): undici racconti ambientati attorno a una scuola media, dove si narra il ritorno a casa degli studenti dopo le lezioni. Muoversi tra queste storie è come passeggiare per il quartiere, trovandosi a osservare il mondo da prospettive sempre nuove.

Le case e il tempo

L’isola del muto di Guido Sgardoli (San Paolo), vincitore del Premio Andersen come Miglior libro oltre i 15 anni nel 2018, è un ritratto di famiglia con paesaggio che abbraccia un secolo e mezzo di storia. Muovendosi tra le storie dei personaggi nello spazio e nel tempo, l’autore indaga la condizione dell’essere umano, riflette sulla libertà e sul legame con la propria terra d’origine.

Il centro del mondo di Andreas Steinhofel (trad. Angela Ricci, La Nuova Frontiera), vincitore del Premio Andersen come Miglior libro oltre i 15 anni nel 2023, è stato definito dalla giuria un romanzo dall’architettura narrativamente maestosa, quando la casa del protagonista”. Un romanzo che riflette sull’amore nelle sue diverse forme, e dove l’ambientazione assume un ruolo centrale.

Un libro, tante vite

L’altalena di Britta Teckentrup (trad. Sante Bandirali, Uovonero): l’autrice rivolge lo sguardo a un’altalena sul mare e, senza quasi più spostare l’inquadratura, narra la vita che le scorre attorno.

Voci nel parco di Anthony Browne (trad. Sara Saorin, Camelozampa): da uno dei più grandi narratori contemporanei, il racconto di una passeggiata al parco da quattro punti di vista differenti.

Il bigliettino di Pilar Serrano Burgos, ill. Daniel Montero Galan (Kalandraka), finalista del Premio Andersen nel 2023 nella categoria Miglior libro fatto ad arte, è un leporello che ci invita a seguire il viaggio di un foglietto di carta, che passa di mano in mano, attraverso gli spazi urbani, portando allegria nel quartiere.

Infanzia e mondo adulto

Il bambino oceano di Jean-Claude Mourlevat (trad. Bérénice Capatti, Rizzoli): l’autore, con questo romanzo, finalista al Premio Andersen nel 2010, rilegge Pollicino di Perrault e narra la fuga di sette fratelli dagli adulti che dovevano prendersi cura di loro. Dando voce ai protagonisti ma anche alle persone che incrociano per strada, Jean-Claude Mourlevat costruisce un piccolo romanzo perfetto. 

La donna che trasformava i bambini in uccelli di David Almond, ill. di Laura Carlin (trad. Sara Saorin, Camelozampa) è un albo illustrato dal testo corale, dove risuonano le voci di un’intera comunità posta di fronte al cambiamento. Un racconto di punti esclamativi che si oppongono senza mezzi termini alla paura.

(Selezione a cura di Mara Pace, Barbara Schiaffino e Martina Russo)

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