
In occasione di Educare alla lettura 2026, pubblichiamo dal nostro archivio l’articolo di Mara Pace (Andersen n.418 – dicembre 2024) dedicato al linguaggio della fotografia nei libri per l’infanzia. Educare alla lettura è un progetto promosso dal Salone del Libro con Cepell – Centro per il libro e la lettura e la direzione scientifica di Simone Giusti e Giusi Marchetta, un percorso focalizzato sull’orientamento e l’educazione civica per insegnanti di ogni ordine e grado, interessati ad approfondire conoscenze e competenze nell’ambito della letteratura per ragazzi e nella formazione dei ragazzi al piacere della lettura. La rassegna che emerge da questo articolo diventa materiale di approfondimento per i corsisti di questo percorso formativo al quale contribuisce anche la nostra rivista con consigli di lettura e idee da esplorare. Per sostenere il lavoro della nostra rivista e per leggere insieme a noi tutto l’anno, visita il bookshop e sottoscrivi un abbonamento!
Nel 2021 il fotoillustrato Io sono foglia di Angelo Mozzillo e Marianna Balducci vince il SuperPremio Andersen, mentre la raccolta poetica Occhio Ladro di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari riceve il premio come Miglior libro fatto ad arte. L’anno successivo nella categoria 0-6 anni due titoli su tre sono fotografici; e nel 2023 per la stessa fascia d’età vince il Premio Andersen Tutti lo hanno visto! di Margaret Wise Brown con gli scatti di Ylla. Sempre lo scorso anno nella categoria Miglior libro fatto ad arte troviamo come finalista Tutto un mondo di Katy Couprie e Antonin Louchard (Fatatrac) accanto al vincitore Diario di un’esplorazione fuori dalla tana, geniale esperimento metanarrativo di Thierry Dedieu (Franco Cosimo Panini), che diventa libro filosofico ed esplorativo. Anche il vincitore del SuperPremio Andersen si misura con il linguaggio della fotografia: per realizzare Le caramelle magiche, Heena Baek crea sculture e sceneggiature tridimensionali che poi fotografa dando grande attenzione all’uso della luce. Infine, nel 2024, il Premio per il Miglior libro di divulgazione è stato assegnato alla Camera Buisssima di Elisa Luazana e Irene Lazzarin (Quinto Quarto) – un viaggio alle origini della fotografia in forma di laboratorio – e il Miglior libro mai premiato a Fammi una domanda! di Antje Damm: un volumetto rosso che diventa manifesto d’intenti e che, attraverso interrogativi aperti, disegni e scatti, celebra il dialogo tra adulti e bambini.
A questa maggiore presenza di libri fotografici nella selezione del Premio Andersen corrisponde una altrettanto forte crescita dell’offerta editoriale? Non possiamo ancora vantare una scelta paragonabile a quella di altri Paesi (in particolare la Francia), ma senza dubbio le case editrici stanno sperimentando con sempre maggior interesse questo linguaggio. Tana Hoban, dopo la pubblicazione del suo celebre leporello in bianco e nero con Editoriale Scienza e l’uscita di altri cartonati per i primi anni di vita, ha inaugurato la collana fotografica di Camelozampa, che si propone di accogliere anche progetti inediti italiani. Come me, come te, ad esempio, nasce dalle esperienze laboratoriali di Carolina Zanier e, attingendo a un vasto repertorio di immagini scattate nel corso del tempo dall’autrice, narra le analogie tra corpo e natura, tra essere umano e ambiente (recensione pubblicata su Andersen n. 414).
Nel 2020 il Museo di Fotografia contemporanea di Milano ha dedicato un convegno alla dimensione pedagogica della fotografia, i cui atti sono raccolti nel volume Immagini come alfabeto (Silvana Editoriale): una riflessione a più voci, dove la dimensione umanistica si intreccia con quella scientifica. “Integrare le immagini nel processo di insegnamento-apprendimento non è un’operazione di abbellimento, ma un’azione etico-estetica che chiama in causa i sensi e apre verso l’ignoto” scrive nel suo intervento la pedagogista Laura Formenti.
“Educare all’immagine è anche educare all’immaginazione, così come educare all’immaginazione è anche educare all’immagine. I processi del vedere e dell’immaginare sono nell’essere umano profondamente interconnessi” le fa eco Nicola De Pisapia, docente e ricercatore nell’ambito della psicologia e delle neuroscienze.
L’atto della percezione visiva si compone di due processi: uno passivo, di ricezione, e uno interpretativo, che integra le informazioni fornite dalla luce grezza con le nostre esperienze e conoscenze pregresse. Questa componente creativa, messa in evidenza dalle neuroscienze, svolge un ruolo fondamentale nell’incontro con il libro e nell’educazione estetica di bambini e ragazzi. “Facevo le foto con gli occhi, lo strumento tecnologico più evoluto in assoluto”, scrive Massimiliano Tappari in Infanzia di un fotografo (Topipittori). “Fotografavo tutto, perché ogni cosa mi pareva meritasse di essere celebrata.” Inquadrare significa scegliere, non è mai un atto neutro: è un gesto produttivo. Educare a uno sguardo attivo, in un’epoca caratterizzata da un’esteticità diffusa e pervasiva, significa educare alla lentezza e alla profondità come forma di resistenza al già visto e al già sentito; significa andare in cerca di esperienze visive che siano significative, se necessario anche ambigue e indefinite, capaci di aprirsi al dialogo con chi osserva. Il nuovo libro di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari, che va ad arricchire uno scaffale di poesia e fotografia sempre più ricco, si intitola Batti cuore (Lapis). Pubblicato in formato albo come già Cerca cerchi, invita a collezionare “cuori” per innamorarsi del mondo. “Batte un cuore sottovoce / forse proprio accanto a te./ Se lo guardi prende luce:/ se non c’era adesso c’è” recita la poesia che accompagna gli scatti, celebrando il potere immaginifico dei nostri occhi.

Anche Claire Dé, tra le voci più interessanti della fotografia contemporanea per l’infanzia, ci invita a spalancarli per cogliere la meraviglia del mondo. Già autrice di Contare sulle dita (recensione pubblicata su Andersen n.413), la fotografa francese torna sugli scaffali all’inizio del prossimo anno con Apri gli occhi (Editoriale Scienza), un libro di straordinaria bellezza, senza parole e senza racconto, che attraversa le stagioni e celebra il colore. Un libro che non collocherei in una specifica fascia d’età, perché capace di accendere in tutti lo stupore. In una perfetta alternanza di spazi pieni e spazi vuoti, tra immagini perfettamente nitide o sfocate, Claire Dé compone una musica visuale dove tutto fluisce. Con lo sguardo rivolto al prato, tra bosco e cielo, non si limita a cogliere la meraviglia della natura ma la costruisce e la inventa (anche aggiungendo piccoli dettagli). Non abbiamo quasi tempo di elaborare razionalmente ciò che stiamo osservando: questo è un libro che, attraverso gli occhi, si rivolge direttamente alla nostra sfera emotiva.
Gli esempi sui quali ci siamo fin qui soffermati utilizzano la fotografia nell’incontro con la parola poetica, lavorano sullo sguardo creativo, sull’analogia che lega un’immagine all’altra. Ma le fotografie rappresentano anche un potente strumento narrativo. Hanno un forte legame con la realtà, ma come ci ricorda Susan Sontag “non spiegano niente” e sono “inviti inesauribili alla deduzione, alla speculazione e alla fantasia.” Possono quindi diventare tasselli di storie: narrazioni che, nonostante siano visivamente radicate nella realtà, sono frutto dell’immaginazione. Tra i finalisti del Premio Andersen 2022, ricordiamo Due piccoli orsi (Orecchio Acerbo) di Ylla, un albo dove le immagini non vengono scattate in funzione di una storia già definita, ma dove è la storia a scaturire dalle inaspettate connessioni tra gli scatti fotografici raccolti dall’autrice. Anche Il mio asinello Benjamin e io (Terre di Mezzo) di Hans Limmer e Lennart Osbeck, dove si narra la storia di un’amicizia tra una bambina e un animale che sperimentano insieme la libertà, si colloca al confine tra realtà e immaginazione. Tra le novità più recenti, di cui abbiamo già scritto sull’ultimo numero della rivista, ricordiamo inoltre La litigata (Terre di Mezzo) che nasce dall’archivio fotografico familiare di Alain Laboile, trasformato in narrazione da Victoria Scoffier: un albo che celebra l’incontro tra infanzia e natura, ma anche il valore della libertà nei legami d’amicizia.

Realtà e immaginazione si intrecciano con originalità anche nel progetto che Paolo Ventura dedica agli animali in città, una serie in corso di pubblicazione per Topipittori. I primi due albi, di grande formato, molto curati nella qualità di stampa, ci portano nella notte con Avventura di una lucciola a Milano e tra i canali della Serenissima con Avventura di un delfino a Venezia. Gli scatti fotografici sono elaborati in post-produzione: l’esito conduce il lettore in un territorio magico e surreale, al confine con illustrazione e pittura. A febbraio 2025 è previsto un terzo titolo che ci porta oltre confine: Avventura di un merlo a Parigi è la storia di un volatile amante dell’arte che lascia il nido della propria famiglia e parte alla scoperta del mondo. La re-invenzione dello spazio operata da Ventura, che sfida il già visto, consente così una rilettura inedita degli spazi urbani che appartengono all’immaginario collettivo.
Un passo ulteriore in direzione di una costruzione fantastica si può osservare nel già citato lavoro di Heena Baek, della quale sono usciti un prequel (Io sono un cane) e uno spin-off (Come si fanno le caramelle magiche) legati al titolo vincitore del SuperPremio Andersen 2023. A questi si aggiunge un albo ambientato nelle terme giapponesi (La fata dell’acqua). Nell’albo Teresa (Lapis) i personaggi tridimensionali di Gek Tessaro incontrano il mondo reale, grazie agli scatti fotografici di Massimiliano Tappari (recensione completa pubblicata su Andersen n. 413), che trasforma muri e pavimenti urbani in fondali perfetti per una narrazione avventurosa, che speriamo sia la prima di tante altre.
Torniamo infine alla fascia di lettura dei più piccoli, dove la fotografia si sta affermando con maggiore decisione, essendo un linguaggio vicino alle esigenze della prima infanzia, in termini di concretezza e comprensione del mondo. Sullo scaffale dedicato al corpo troviamo A fior di pelle (Lapis) di Chiara Carminati e Massimiliano Tappari, Il viaggio di Piedino e Il sogno di Ditino (Bacchilega) di Eliza Mazzoli e Marianna Balducci, ma anche Io e il ragno (Kalandraka) di Fran Alonso e Manuel G. Vicente, dove un piccolo aracnide ci accompagna alla scoperta delle parti del corpo, ciascuna paragonata a un frutto. Mela merenda (Pulce) di Elisa Mazzoli e Cristina Petit gioca con i suoni e la lallazione, partendo da immagini fotografiche di oggetti comuni, per arricchire il vocabolario partendo dai sensi e dalle capacità del bambino. Le stesse autrici firmano anche Apparecchiamo!, dove propongono una sequenza di gesti legati al momento di sedersi a tavola, e Indovina chi è, nel quale invitano il lettore a scoprire gli animali partendo da manti e pellicce. Tutti frutti di Charlotte Love (La Margherita) è un libro-gioco per imparare a contare partendo dai frutti giocosi e sorridenti, che il bambino deve riconoscere attraverso i buchi nel cartone. Utilizza invece le alette Il piccolo mondo del giardino (L’ippocampo), nuovo titolo di François Delebeque dopo Gli animali selvaggi e Gli animali della fattoria, dove si combinano gli scatti fotografici con le sagome nere su fondo bianco, per accendere la curiosità del bambino. Ultimo, ma non in ordine di importanza, ricordiamo il nuovo titolo dedicato a Momo, già finalista del Premio Andersen nel 2022: Dov’è Momo? In giro! di Andrew Knapp ripropone il medesimo meccanismo del primo volume – a sinistra gli oggetti su fondo uniforme, a destra una scena più “complessa” dove cercarli – per narrare una giornata on the road, con il cane Momo a bordo del furgoncino giallo, insieme a una nuova amica a quattro zampe che si chiama Boo. Un libro che educa alla lentezza dello sguardo, all’interazione con il libro e con l’adulto, favorendo le prime riletture autonome e l’esplorazione della realtà.
Per i docenti: Andersen è uno strumento fondamentale per accompagnare i percorsi di educazione alla lettura, portando in classe le ultime novità editoriali, con materiali di approfondimento e spunti operativi. Il Ministero prevede anche quest’anno un rimborso del 90% per le scuole che decidono di attivare abbonamenti a riviste e quotidiani entro il 28 febbraio 2026. Come fare? Vi spieghiamo passo passo la procedura.

