Miglior libro oltre i 12 anni Premio Andersen 2018

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Brigit Young – trad. di Alessandro Peroni
LOST & FOUND
Feltrinelli Up

Per una storia originale, capace di esplorare le dinamiche della crescita, ma di proporre anche una riflessione sullo spazio personale, la riservatezza, la condivisione, il superamento del senso di colpa. Per la capacità di raccontare con autenticità il rapporto tra adulti e ragazzi quando il confronto è fatto di silenzi e incomunicabilità. Per un romanzo coinvolgente, che non insegue il lieto fine a tutti i costi, ma mantiene una narrazione onesta e rispettosa del lettore.

La recensione di Germana Paraboschi su ANDERSEN 350 | marzo 2018
La macchina fotografica sempre a tracolla, tenuta come uno scudo sul petto, Tillie percorre i corridoi della scuola cercando l’invisibilità, eppure soffrendo per essa. I suoi scatti, che catturano tutto il vorticoso mondo della scuola, le fanno guadagnare il soprannome di Ufficio Oggetti Smarriti. Sembra che nessuno ricordi mai il suo nome, che tutti la evitino, per nascondere l’imbarazzo di fronte alla sua camminata lenta, claudicante, in seguito ad un incidente automobilistico per il quale il padre non si è mai perdonato. A sconvolgere il mondo silenzioso e triste di Tillie interviene Jake: amico di tutti, quasi logorroico, sempre agitato. Jake non ha perso le cuffiette, o un bigliettino d’amore: ha perso suo papà, e vuole che lei lo aiuti a ritrovarlo. La coinvolge così in lunghe camminate in città, ripercorrendo le case in cui ha abitato con la famiglia, l’ufficio in cui il padre lavorava prima della scomparsa, i luoghi in cui il padre lo portava nel tempo libero. I due ragazzi si scontrano con muri di reticenza, ma anche con le difficoltà di Tillie di gestire le proprie difficoltà e le ansie crescenti della madre. L’indagine prende una piega sorprendente per un puro caso, ma mette Tillie di fronte a questioni difficili da risolvere: in primo luogo la sincerità nei confronti di Jake, divenuto presto un amico, in secondo luogo la consapevolezza del labile confine tra la curiosità, l’osservazione, e la violazione degli spazi privati delle altre persone. Come spesso succede nell’adolescenza, tutto di colpo cambia di significato e porta Tillie a compiere gesti impulsivi, che finiscono per reprimere ancora di più la sua sensibilità. Ma il mondo attorno a lei è cambiato e quello che sembrava perduto, l’amicizia con Jake, diviene anzi più forte, e la porta a scoprire altre possibilità di relazione con i compagni di scuola. E infine, anche il muro di dolore del padre si scioglie. Una storia profonda, con molti spunti di riflessione, sull’importanza del dolore non detto, dell’assenza di comunicazione, sulla reticenza degli adulti nei confronti dei ragazzi. Uno dei punti focali del libro è anche la difficile relazione tra figlia e padre, legati, ma anche separati, dall’incapacità del padre di superare il senso di colpa, ma anche dalla ritrosia di Tillie di reclamare l’affetto del padre, fino alle pagine finali. 

Tutti i vincitori della trentasettesima edizione

rivista andersen

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