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Martin lo scheletro di Triinu Laan, ill. di Marja-Liisa Plats, trad. di Daniele Monticelli, Sinnos
Per una raccolta di brevi storie permeate da levità profonda, capaci di raccontare con delicata spontaneità lo scorrere – inesorabile ma non per questo triste – dell’esistenza. Per l’originalità dello spunto narrativo e della prospettiva da cui la storia è raccontata; per il perfetto accordo che lega testo e illustrazioni, tra atmosfere pacate e colori fluo.
Recensione di Martina Russo, pubblicata su Andersen n.418:
Se le narrazioni a tema Halloween ci hanno ormai abituato a teschi e ossa, certo riusciamo comunque a stupirci quando a muoversi tra le pagine di una storia è sì un candido scheletro, ma – probabilmente – di plastica, e in pensione: d’altronde non ha più l’età per lavorare a scuola come strumento di divulgazione. Immaginate poi se le sue “avventure” – è pur sempre uno scheletro finto e per quanto si impegni i movimenti non gli riescono molto naturali – si svolgono nella casa di campagna di due vecchietti, in mezzo al bosco, circondati da animali da compagnia. La surreale combriccola trascorre le giornate in grande serenità, preoccupandosi forse un po’ troppo dei giudizi dei vicini (la vecchietta), e ingegnandosi per rendere la permanenza di Martin il più possibile confortevole (a lui viene assegnata la cucina estiva, dove giace in poltrona).
La sua presenza, pur nell’immobilità, è tutt’altro che trascurabile: è grazie a lui che alcuni brutti ceffi vengono messi in fuga prima ancora di poter progettare un furto in casa, e, almeno temporaneamente, Martin diventa anche rifugio per le lumache che rischiano di essere schiacciate. Ma soprattutto, lo scheletro diventa un alleato preziosissimo quando a casa dei vecchietti arrivano i nipotini, che tutt’altro che spaventati dalla nuova presenza, lo eleggono subito amico rassicurante. Tanto che il nipotino, grazie a Martin, smette di avere paura del buio. Insomma, queste piccole quasi ineffabili avventure si susseguono, tra gnomi dei boschi, mostre al museo e angeli nella neve. Con ritmo pacato e prosa brillante, Triinu Laan intreccia una serie di brevi storie molto originali e divertenti, capaci anche di toccare corde profonde (in una storia con uno scheletro è impossibile non parlare anche di morte) con una delicatezza e una spontaneità davvero pregevoli e un pizzico commoventi.
Ad accompagnare i testi anche le illustrazioni di Marja Liisa Plats, che giocano ad abbagliare con calzanti dettagli rosa shocking le tavole pervase dalle sfumature di grigio delle immagini a matita. In perfetto dialogo con il testo.
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