Miglior libro a fumetti Premio Andersen 2017

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Patrizia Rinaldi
ill. di Marco Paci
LA COMPAGNIA DEI SOLI
Sinnos

Per una storia di solitudini, destini e soprattutto libertà, dove spazio e tempo si piegano di fronte all’intensità di testo e immagini. Per le illustrazioni visionarie, capaci di restituire al lettore le atmosfere claustrofobiche tanto del vulcano quanto della contingenza bellica. Per la perfetta fusione dei linguaggi e per l’equilibrio tra reale e immaginifico, che qui trovano giusta sintesi nella forma del fumetto.

La recensione di Walter Fochesato su – ANDERSEN 339 (gennaio-febbraio 2017)
Sara è una ragazza in fuga dall’orrore della schiavitù, ha deciso di essere libera e per farlo si muove nelle tenebre, nascosta nel più periferico e pericoloso luogo dei dintorni: la pancia instabile del vulcano. Izio è un nano che ha imparato presto a far fronte al dileggio, scaltro e giocoliere, è anche lui in fuga, insieme al suo piccolo esercito, cinque giovani che ha liberato scappando; finiranno anch’essi celati nel vulcano. Pier Remigio invece non è in fuga, è alle corde, prigioniero di suo padre: il brutale e mesto capo dell’esercito; il ragazzo attende l’alba e l’esecuzione a morte, condannato dal suo stesso genitore, per aver tradito, aver fatto fuggire un nano. Tre destini, anzi otto, che si incontrano in una notte; con Sara e Izio pronti a liberare Pier Remigio. Una vicenda di solitudini che si intrecciano a fare banda. Una storia dai ritmi, spazio e tempo, capaci di mettere alla prova i più claustrofobici tra i lettori eppure dal respiro ampio, efficacemente proiettata su futuro e su orizzonti altrettanto ampi, fossero anche solo quelli della fuga dall’orrore. Gli spazi – gli angusti e bui cunicoli nel ventre del vulcano – e il tempo – qualche antefatto e poi il serrato divenire di una notte cruciale e fatale per i destini incrociati dei protagonisti – sono decisivi in questa storia. Spazio e tempo che si declinano perfettamente tanto nelle parole, pensate pertinenti pesanti parche, di Rinaldi; quanto nel segno, pagine e quadri intensi, a prevalenza alternata di un solo colore, di Paci, a sottolineare con decisione visionaria i diversi personaggi in scena e la scandita successione degli eventi. Spazio e tempo narrativi decisivi per una distopia fuori dal tempo, complici gli echi fiabeschi, e senza riferimenti geografici certi nonostante la strada segreta per Roma, il vulcano e la “Riva latina”. Riferimenti che però paiono suggerire più l’immaginario di provenienza dell’autrice anziché voluti appigli a una cartografia del reale. Reale che fa capolino con prepotenza; la terra e le genti martoriate, prima dai predatori del mare poi dall’esercito straniero, raccontate in questo fumetto, infatti, non faranno fatica a evocare nel lettore, secondo età tempi e sensibilità, le cicliche e perduranti situazioni di guerra, violenza e sopraffazione che hanno attraversato e continuano ad attraversare il mondo reale, quello che ha nome di stati e popoli.

Tutti i vincitori della trentaseiesima edizione

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