EDITORIA

Per Marino Cassini di Walter Fochesato

Il fisico robusto, la voce tonante, l’aspetto apparentemente burbero, il gusto per la battuta. Così lo ricordo quando nei primi anni ’80, non senza qualche patema e timidezza, andai alla Biblioteca De Amicis (allora si trovava a Villa Imperiale, magnifico edificio rinascimentale nel quartiere di Genova San Fruttuoso). Gli portavo le mie primissime recensioni per LG-Argomenti che allora era un periodico di grande prestigio e che, senza alcun dubbio, aveva mutato prepotentemente i modi e i temi del far riflessione critica attorno alla letteratura per l’infanzia.

Marino amava la polemica, la discussione, il confronto. Per più versi restò famoso su Andersen il dibattito, ormai lontano, di quando prese cappello, accusando gli editori italiani e una parte della critica di “esterite”, di privilegiare cioè gli autori stranieri rispetto a quelle italiani. Erano, si badi bene, gli anni del progetto Junior della Mondadori o di collane come Gl’Istrici Salani, o Il battello a vapore della Piemme e via elencando. Vero è che, ogni tanto sui social, il refrain ritorna, ma in misura angusta, quando non imbarazzante. Ma c’era allora fra di noi una schiettezza e una voglia di capire e di prendere posizione che oggi purtroppo non esiste più. Peraltro, Marino collaborò a lungo per Andersen, con articoli e ancor più recensioni, competenti e appassionate.

Ecco, i suoi meriti sono stati tanti e diversi: bibliotecario vero e innovatore, scrittore e divulgatore per ragazzi, con il filo rosso dell’amore per l’enigmistica e, poi, della filatelia, l’interesse costante per la sua terra (Isolabuona, antico Marchesato di Dolceacqua, feudo dei Doria, nell’estremo ponente ligure). Ma a me, in poche parole, ché altrimenti l’emozione si fa forte, piace ricordarlo come un uomo buono ed entusiasta al quale non si poteva non voler bene. Sempre e comunque.

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